

Il museo-pinacoteca "Lo splendore del reale", inaugurato nel 2002 nei locali dell'ex Teatro Amintore Galli, già chiesa medievale di Sant'Antonio Abate, riunisce più di 50 opere donate al Comune tra il 2000 e il 2008 da Fernando Gualtieri, artista di fama internazionale di origini talamellesi, apprezzato, oltre che in Europa ed America, anche in Cina e Giappone. leggi ....>>>
Dodici musei in rete. Dodici tesori dell'alta Valmarecchia, cuore del Montefeltro. Scopri i musei ...>>>

Il formaggio di fossa di Talamello L'Ambra di Talamello, così chiamato dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra




Il paese posto alle pendici del monte Pincio fu proprieta’ della famiglia Della Faggiola e poi dei Malatesta. E’ possedimento della chiesa feretrana fino al 1296, quando il ghibellino Maghinardo Pagani, conducendo riminesi e montefeltrani assieme(caso raro nella storia di queste terre) riuscì a conquistarlo. Il dominio duro’ poco e Talamello venne di nuovo soggiogato a Roma. Fu infeudato dal sommo pontefice a Uguccione della Faggiola, entrando sotto il controllo della casata.E’ il cardinale Egidio Albornoz che se lo riprende nel 1355.Nel 1390 il castello viene venduto a Galeotto Malatesta e poi nel 1416 confermato a Carlo Malatesta.Pio II lo infeuda,come altri borghi vicini tolti a Sigismondo Pandolfo Malatesta, ai Guidi di Bagno e ai Malatesta di Sogliano. Con essi (1490) ha “inizio” la produzione di polvere da sparo nei mulini di Talamello che si concludera’ nella seconda metà del secolo XX, dopo circa 500 anni di attività.Un cenno di attenzione merita sicuramente il piccolo cimitero abbastanza vicino al paese,in cui si trova la cella che racchiude piccoli tesori artistici: infatti è completamente decorata con affreschi, datati 1437, di Antonio Alberti da Ferrara. A Talamello c’è anche uno splendido Crocifisso del ‘300 che, ogni lunedì di Pentecoste, portato in processione, richiama fedeli da tutta la zona limitrofa; molti ritengono che l’autore di questo Crocifisso sia Giotto, dipinto nel 1300, è conservato sull’altare maggiore della seicentesca chiesa parrocchiale di S.Lorenzo; sempre in questa piccola ma preziosa chiesetta si può ammirare una Madonna con Bambino del ‘400, bella statua policroma lignea, ed un altrettanto ben fatto crocifisso ligneo del XVI secolo.
Il prestigioso patrimonio pittorico di Talamello è stato, nel 2002, arricchito con l’apertura del Museo-pinacoteca Gualtieri "Lo splendore del reale", costituito da oltre 40 tele che il pittore di origini talamellesi Fernando Gualtieri ha donato dal Comune.
Per chi capita in paese é d’obbligo una sosta alla grande fontana che ne abbellisce la piazza e la camminata boscosa fino al Pincio, dove, tra castagni, pini e ricco sottobosco, si può ammirare tutta la Valmarecchia. Curiosi sono i due depositi di polvere da sparo a forma ottogonale, dei secoli XIX e XX (loc. Campiano), unici testimoni sopravvissuti al termine della produzione.
Talamello è sede di importanti iniziative di valorizzazione di prodotti tipici. Ad ottobre la Fiera delle Castagne della Valmarecchia, mentre in novembre Talamello diventa la capitale del formaggio di fossa, con una bella fiera dedicata al prodotto: questa caciotta, tipica della zona, viene fatta riposare e maturare in fosse ottenute nel banco di roccia arenaria su cui è fondato il paese stesso (il nome infatti deriva da thalamos, cioe’ grotte, abitazione); dopo tre mesi di stagionatura la caciotta è pronta ad essere consumata e prende il nome di L’Ambra di Talamello (così "battezzata" dal poeta Tonino Guerra), considerati gli odori e i sapori con cui si arricchisce. Questa usanza di mettere il formaggio nelle fosse non nasce con intento culinario: tutto il procedimento pare risalga al medioevo quando gli allevatori della zona dovevano nascondere i formaggi ai predoni e ai ladri; o piu’ semplicemente era necessario che li conservassero per un periodo piu’ lungo senza che questi seccassero eccessivamente. In questo caso si perde un poco di poesia, ma il sapore di questo prodotto rimane sempre impareggiabile.
Talamello è noto anche come patria del musicista Amintore Galli, autore dell'Inno dei Lavoratori, che insieme a Bandiera Rossa e a L'Internazionale rappresenta uno dei tre inni più significativi del movimento operaio italiano.
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AL museo di Talamello l'esposizione di opere d'arte del ricamo ispirate al pittore dello "splendore del reale”.
Le tele del maestro Gualtuieri "trasformate”, in pizzi e viceversa. E' l'originale esposizione che, per quattro giorni, nella ricorrenza del patrono di Talamello San Lorenzo, ha preso vita al Museo Pinacoteca Gualtieri "Lo Splendore del reale". L’esposizione dal titolo "Mostra di pizzi in omaggio alle tele del Maestro Fernando Gualtieri" è stata realizzata dall’associazione Rimini Ricama in collaborazione con il Comune e il Museo Gualtieri. Ai tessuti dipinti sono state affiancate reali opere d'artigianato, che riprendono la stessa tipologia di punti, con la possibilità di vederli realizzare sotto i propri occhi. La mostra nasce dalla volontà della signora Felicia Saladino, moglie del Prefetto e sostenitrice di Rimini Ricama, che ha coinvolto la presidentessa dell’associazione riminese Albertina Fattori. Per la realizzazione dell'esposizione si sono messe al lavoro la Maestra di Arti Femminili Irene Razzani, che ha accostato alle tele di Gualtieri opere ricamate con tecniche diverse su modelli che riproducono quelli disegnati e dipinti dall'artista, mentre l'allestimento è stato curato da Mara Prioli. L’arte del maestro Gualtieri è strettamente legata anche alla raffigurazione di tessuti dalle diverse trame. Ad esempio i dipinti "Una sera da Lassere", il "Broccato persiano", l'intima "Maternità". O "Notte di Cina", la tela che fa parte della collezione del museo di Auvers-sur-Oise, che ha raccolto anche il plauso dello stilista Karl Lagerfeld il quale ha voluto una riproduzione. Nella collezione di Talamello si sono potute ammirare le trame su cui è composto il quadro di grandi dimensioni "Sinfonia di Cristalli" mentre nel Museo della città di Rimini è esposto il capolavoro, "La Scintillante”. È con immenso piacere, che quest’amministrazione, intende ringraziare quanti si sono adoperati perché l’esposizione avesse successo. Testimonianza del quale la grande affluenza di pubblico e l’interesse che suscitato nei visitatori per tutta la durata dell’evento.
I bambini disegnano gli avvertimenti anti-degrado per le aree verdi del Comune di Talamello.
Simpatia e educazione: così si riassume il nuovo progetto anti-degrado ideato a Talamello. L'amministrazione comunale, con l'aiuto dei bambini delle elementari, ha avviato il progetto, rivolto ai proprietari di animali domestici, per sensibilizzarli a una maggiore educazione e un comportamento più rispettoso dei luoghi di aggregazione comune, come i parchi, gli spazi e le passeggiate cittadine. Un progetto che vede protagonisti proprio i più piccoli, chiamati a disegnare i cartelli di avviso che sono stati installati nelle aree verdi del comune. "Non possiamo più accettare che i "bisognini" degli animali vengano lasciati tranquillamente in luoghi dove i bambini hanno la possibilità di giocare o dove chi lo desidera, può passeggiare godendosi le bellezze del paesaggio senza rischiare di calpestare qualche maleodorante sorpresina", spiega il Sindaco Francesca Ugolini. "Speriamo che la gente capisca che un po’ di buona volontà permetterebbe a tutti di vivere le bellezze dei nostri paesaggi in piena libertà. Come al solito, in tutto questo, i primi a capire e a impegnarsi, sono stati i bambini delle scuole che voglio ringraziare per l'aiuto che prontamente ci hanno offerto, un vero esempio di educazione civica".